Claudio
Bonaccorsi

Nato a Catania, intraprende il percorso di studio della fotografia dapprima da autodidatta con la fotografia analogica. Successivamente, con l’avvento del sistema digitale, esplora nuove prospettive coniugando il senso artistico con la nuova tecnologia. Partecipa a vari concorsi fotografici nazionali ed internazionali, ottenendo ottimi piazzamenti. Tante anche le esposizioni in Italia e all'estero. Tra le manifestazioni di rilievo cui prende parte, la 1° Biennale Internazionale d'Arte di Palermo curata da Paolo Levi e Sandro Serradifalco ed inaugurata da Vittorio Sgarbi; 1° Premio Arte Catania curato da Paolo Levi; Romart 2015 - 1°Biennale Internazionale d’Arte e Cultura di Roma, curata da Amedeo Demitry. Nel 2010 si classifica tra i 20 finalisti al concorso artistico Colori in Emersione, con un’opera che farà parte dell'esposizione all’omonima Mostra nel Salone di Rappresentanza della Pro Loco presso la Reggia di Caserta. Nel 2014 è tra i vincitori del Premio Afrodite, nella sezione "Premio Psiche - inconscio supercosciente". Nel 2019 viene inserito tra gli 800 artisti (tra i più rappresentativi dal 1950 al 2019) nell'Atlante dell'Arte Contemporanea edito da De Agostini Editore. Nello stesso anno, insieme alla scrittrice e poetessa Dominga Carruba, è ideatore della pubblicazione del volume La Dimora del Graal, premiato con il "Bronze Awards" al MIFA 2020 e con il "Bronze Awarded" al PX3 2020. Hanno scritto di Claudio Bonaccorsi i critici: Paolo Levi, Stefania Bison, Sandro Serradifalco, Salvatore Russo, Dott.ssa Maristella Petrolo, Guido Folco, Elisa Bergamino, Dott.ssa Nadine Giove, Donat Conenna, Dott.ssa Mariarosaria Belgiovine, M° Gerard Argelier, Prof.ssa Anna Francesca Biondolillo, Giuseppe Maci, Baronessa Elisa Silvatici.

Opere


Opera Fotografica ispirata al dipinto intitolato Odette – ovvero l’attuale quadro del mistero Titolo: La donna che rivive nel tempo La fotografia di Claudio Bonaccorsi intende rendere omaggio al grande artista Amedeo Modigliani proponendo un’immagine che si accosta all’opera pittorica oggetto di discussione, prendendo rigorosamente spunto dall’assoluta eloquenza dei Suoi ritratti di donne ma con l’idea romantica di risalire all’origine della composizione e ripercorrere il processo creativo del dipinto, offrendo qui l’ipotesi di un ritratto en plein air di donna colta nel momento il cui sguardo, rivolto dinamicamente verso un punto aldilà dell’orizzonte percettibile, è desto su un pensiero assorto e contrario a quello della donna presente nel dipinto in questione. Vuol dar voce a ciò che è tacitamente in bilico; osa spingere verso la luce dell’Hic et Nunc un’anima sognata fra i tratti del pennello. L’asse inclinato del corpo si oppone anch’esso alla tensione della figura ritratta nel quadro, poiché nella fotografia si rende visibile l’intenzione vestita d’uno statico moto che solo mediante gli occhi proiettati nell’oltre di chi guarda e scruta, di chi dipinge e fotografa, “ruba” e immortala un respiro, si evidenzia appieno. In un paesaggio contemporaneo che ricalca lo sfondo di Odette, la figura umana della modella presente nello scatto fotografico, seppur resa classicheggiante, si spinge quasi verso la “tela immaginaria” come a voler romperne il silenzio e si deforma in un volto – in cui il carattere in sé contempla dei contrasti – che starebbe per pronunciare parole. Il loro suono resterà sempre nel chiuso mistero, così come il deciso mutismo che l’affascinante datata presenza del quadro portato alla ribalta impone alle proprie labbra; punto di femminilità perfettamente contornato e acceso di un’intrigante tinta a ricordo di una bellezza vissuta, coniugando la tela della vita di un antico passato ancor da rivelare ad un fulmineo enigmatico presente da interpretare che si affaccia alla finestra immaginaria del futuro dell’Arte. Modella per Claudio Bonaccorsi Photographer: l’attrice Marta Lìmoli, collaboratrice all’ideazione della composizione: La donna che rivive nel tempo. >