Dante
Musa

Dante Musa nasce il 15 Gennaio del 1958 a Sardara, un piccolo paese del Medio Campidano, nella Sardegna centro-occidentale. La passione per l’arte gli è stata trasmessa dal padre che nel tempo libero si dedicava al disegno e alla pittura. Dante si forma artisticamente da autodidatta, studiando i grandi maestri del passato e interessandosi all’arte contemporanea. Le forti tradizioni della sua terra suscitano in lui continuo interesse e ispirazione per le proprie opere. Se il suo spirito curioso lo porta a saggiare ed esplorare materiali, tecniche e supporti differenti, il suo estro lo induce a continue sperimentazioni. Nonostante gli impegni lavorativi, ha costantemente dedicato la vita all’arte e all’espressione dei propri stati d’animo attraverso la pittura, la scultura e il mosaico. Dalle opere giovanili a quelle più mature è ravvisabile una continua evoluzione stilistica ma la figura femminile è tuttavia costante, indipendentemente dalla tecnica e dal materiale utilizzato. La sensibilità verso i fatti di cronaca contemporanei sono ben evidenti nelle sue opere pittoriche, ricche di metafore e rimandi all’attuale situazione sociale, politica ed economica. Le opere degli anni giovanili sono di tipo figurativo e mostrano un’attenzione al dato reale e alle tradizioni locali. Sono significative le opere Mamuthones (1982), Deserti (1982), Il clown (1983) e La sposa verde (1983). I colori brillanti delle tempere e i supporti di piccolo formato caratterizzano questa prima intensa fase. In questi anni l’artista ha organizzato mostre ed esposizioni in diverse località del Campidano ottenendo grandi soddisfazioni personali e riscontri positivi da parte del pubblico. Dalla metà degli anni ’80 il suo stile muta: prevalgono le figure femminili dai corpi esili, innaturalmente allungati e stilizzati che caratterizzeranno nel tempo la sua inconfondibile espressione. L’ispirazione al manierismo toscano e alla figuratività di Modigliani saranno un elemento costante della sua poetica. Anche la scultura verrà ampiamente praticata in questi anni con il riavvicinamento all’utilizzo dell’argilla e la sperimentazione di nuove tecniche. Le opere scultoree di questo periodo infatti, dopo la loro realizzazione, sono cosparse di cere, olii e materiali sintetici che conferiscono effetti e tridimensionalità differenti in base alla luce.

Nel 1996 la prematura scomparsa del fratello anch’egli pittore e scultore, comporta un periodo di inattività artistica. Un riavvicinamento all’arte ci sarà solamente negli anni 2000 con la prevalenza della tematica sacra dal carattere enigmatico. Le opere di questo periodo sono caratterizzate dall’uso di tempere dal colore scuro su supporto ligneo. Dopo un viaggio in Tunisia nel 2009 Dante mostra un’attenzione particolare anche alla figura della donna musulmana, protagonista di alcune sue opere. A partire dal 2015 Dante realizza una serie di opere dal titolo Galassie e Città caratterizzate dall’uso di pigmenti naturali su intonaco fresco steso su tavola. I colori prevalenti sono quelli primari che contrastano con le tenui tonalità delle cornici lignee. L’elemento figurativo è qui abbandonato per lasciar spazio alla vita primordiale nella sua primaria espressione. Nello stesso anno realizza l’opera Cara terra madre realizzata su intonaco fresco steso su tavola, utilizzata nel Marzo 2017 come copertina dell’opera Anse di memoria della poetessa Paola Musa, edizioni Macabor. L’artista intende realizzare prossimamente una mostra con le proprie produzioni.

Opere


> Titolo dell'opera: Oltre l'arte: Jeanne Hébuterne. Dimensioni: 110 cm x 50 cm x 1 cm Supporto: Ceramica smaltata (maiolica) Tecnica: smalti per ceramica e successiva cottura Descrizione: L'opera è un omaggio a Jeanne Hébuterne, ultima compagna di Modigliani. La sua grande devozione e amore per l'artista la portarono all'indomani della sua morte, al suicidio e alla conseguente morte del loro bambino che portava in grembo. Il dolore per la morte del compagno l'ha straziata. La condizione di lutto è resa dal suo corpo diviso in parti, un corpo talmente fragile che come la porcellana si frantuma agli urti. Jeanne porta un elegante cappello femminile e un velo da sposa, simbolo dell'amore eterno tra i due.