Giovanni
Mazzi

L'arte è terapia personale nella sua dimensione privata ma anche intervento sociale nella sua dimensione pubblica, processo creativo che nasce da un concetto con cui esprimo e condivido le mie idee, emozioni, paure, pensieri e angosce. Mi ha sempre affascinato capire quale fosse il pensiero che è alla base della creazione per questo ho cercato di comprendere i messaggi che sono dietro alle opere d'arte degli artisti del passato e contemporanei, ispirandomi non solo alla pittura ma arrivando fino al fumetto, all'illustrazione e anche alla musica. A livello realizzativo sono partito da un linguaggio figurativo per approdare dopo un lento processo di trasformazione ad una dimensione più essenziale dove le forme sono state semplificate in modo da arrivare a una maggiore libertà espressiva e creativa. Nella scelta delle tecniche sono passato dalla pittura a olio a tecniche più libere dove uso tipi diversi di materiali come pastelli a olio, matite, chine che uso su diversi tipi di supporto Diplomato alla Scuola Internazionale di Comics(1997/2002) in fumetto e illustrazione, dal 2003/2005 ho frequentato la scuola libera del nudo presso l’accademia di belle arti di Firenze. Nel 2009 Laurea di primo livello in grafica d’arte presso l’accademia di Firenze(votazione 110/110 con lode). Nel 2003 ho fondato con il musicista Federico Mengoni il duo artistico “il caffè degli zeri” (in attività), caratterizzato dalla contaminazione grafico/pittorica con musiche di ambiente. Dal 2008 al 2011 ho fondato il gruppo “le maleerbe” con cui mi sono cimentato in installazioni e performances. Nel 2012 sono entrato a far parte del gruppo artistico “Studio 7”. Nel 2017 ho fondato presso il caffè storico letterario Giubbe Rosse di Firenze l’omonima Rete Artistica, impegnata in attività e promozione artistica di carattere sociale. Dal 2016-2019 mi sono formato come Arteterapeuta presso l’associazione C.R.E.T.E. di Firenze dove sto svolgendo l’attività. www.giovannimazzi.com info@giovannimazzi.com

Opere


MADRE: Momenti rarefatti, una luce sfiora il corpo della madre seduta con il figlio sul grembo. Assenza di rumore solo l’amore parla sussurrando dolci cantilene. Il figlio dorme protetto da quell’amore che può tutto. In questo il senso della vita.