Irene
Manente

Irene Manente vive e lavora in provincia di Venezia dove crea quelle che lei stessa definisce ”le sue piccole opere imperfette". Si forma all'università Ca'Foscari nella sua città natale e si laurea in Storia dell'arte contemporanea con una tesi sul ruolo della Donna nell’arte durante il ventennio fascista ed i suoi rapporti con il potere e la politica del fascio. Impegnata dal 2000 nella sua appassionata ricerca storica di genere, in ambito artistico, segue le iniziative della Società delle Storiche Italiane di cui è socia ed inizia a collaborare, in qualità di autrice al progetto Enciclopedia delle donne. Inizia a frequentare corsi di disegno di nudo presso gli studi di alcuni pittori locali. Si avvicina all’ Arteterapia e sperimenta attraverso alcuni percorsi propedeutici nel bolognese, le potenzialità dell' arte in situazioni scolastiche difficili e le molteplici possibilità che offre per rendere più efficace la didattica. Sviluppa una pittura legata ai moti interiori, inizia ad approfondire la sua conoscenza in merito alle teorie della psicoanalisi, al surrealismo e alle sue principali tecniche espressive. L’interesse verso il disegno automatico ed in un secondo momento verso quello onirico la guiderà a spostare le sue ricerche e i suoi studi verso l’America Latina ed i suoi legami con gli artisti surrealisti esuli durante l'ascesa del nazismo, del fascismo e l'affermazione del franchismo in Europa. A partire dal 2014 inizia a lavorare al suo progetto “Donne, Artiste in viaggio”in cui legherà la sua pittura alle sue ricerche di genere in ambito artistico per raccontare l’esperienza di vita ed artistica di artiste cadute nell’oblio o trascurate dalla storia dell’arte ufficiale. Nel 2016 a Venezia la prima esposizione personale inerente al progetto in omaggio a Remedios Varo, Leonora Carrington e Alice Prin. Presente con le sue opere in mostre collettive a New York presso la NY Boyer Foundation ed in Messico con il patrocinio delle autorità locali, in Cile presso il Museo Infantil e in Brasile. Attiva in iniziative culturali ed artistiche per la difesa dei diritti civili e contro la violenza di genere nel bolognese e nel veneziano. In attivo numerose mostre d’arte contemporanea collettive e da alcuni anni partecipa ai vari progetti espositivi dell’Associazione La Corte di Felsina. www.lartedimariquita.jimdo.com Pagina FB L’Arte di Mariquita Brisamarinaysol71@gmail.com

Opere


Ragazza con cravatta, 2020 Acrilici su cartoncino 35x45 cm Il dipinto s’ispira all’opera del 1917 “ Donna con cravatta nera” di Amedeo Modigliani. La figura femminile è colta frontalmente su una superficie bidimensionale. L’incarnato del volto si accorda con lo sfondo leggermente ambrato dal quale risalta una chioma delineata in cui si perdono dei filamenti rossastri. Nell’opera del 1917 il volto è caratterizzato da tre elementi catalizzatori dell’attenzione dell’osservatore : Gli occhi vuoti come le orbite delle statue antiche; il naso allungato; la bocca dalle labbra carnose, le quali disegnano degli angoli che accennano ad un’espressione indefinita. Ragazza con cravatta reinterpreta il volto rispettando la forza caratterizzante degli occhi, del naso e della bocca. Gli occhi sono incompleti, privi di segni che alludano alla pupilla, la fascia di trucco che contorna e delinea entrambi gli occhi, mette in evidenza le sottili sopracciglia che ricordano quelle in “Donna con cravatta nera”. Il collo allungato, alla sua base è avvolto dal collo della camicetta che sembra non riuscire a contenere e a coprire il seno; la cravatta racchiude la parte superiore lasciando leggermente intravedere il busto scoperto. Sulla spalla un personaggio ibrido, surreale, il quale sembra vegliare sulla ragazza.