Laura
Bruno

Laura Bruno, è laureata con lode in Lettere moderne, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Napoli, Scuola Libera del Nudo. Ha esposto in Italia e all’estero. 1997-98- Installazioni-Manifestazione internazionale L’Isola del Cinema Europeo - Isola Tiberina- ROMA. 2003-Personale al 56° Festival del Cinema di Salerno, Teatro Augusteo, Salerno. 2004 - Antichi Arsenali - minipersonali- a cura di Laura Bruno- Amalfi-Sa 2005 -- Scuola Libera del Nudo – minipersonali - Accademia di BBAA e Galleria Giosi- Napoli. 2007-Mostra Internazionale Diario di bordo :-Città dei Musei- Cagliari. Casina Pompeiana, Napoli. - Festival internazionale del Cortometraggio-personale alle Terme di Castellammare di Stabia, Napoli. 2008 -Mostra Internazionale d’arte itinerante su Garibaldi- Bergamo- Montevideo, URUGUAY. 2009 -Galleria Thuillier e Carrousel de Louvre- personale -Parigi – FRANCIA -Galleria Càriti – personale in permanenza per due anni- Praga - REPUBBLICA CECA. -Galleria Brick Lane- personale - Londra - GRAN BRETAGNA -Chiesa S.Maria del Cammino – minipersonale –Santiago de Compostela -SPAGNA -Collettiva a cura di Free International Artists- Municipio di Santa Fe’- ARGENTINA -Galleria AmArt –collettiva - Bruxelles -Galleria “Le Patio” Mandelieu- Cannes 2010-Collettiva- con donazione del quadro al Museo “Sciortino” di Monreale - Palermo -13^ Fiera Internazionale d’Arte - Associazione Inartis -World Trade Center– Pechino -Cina 2011-Bellange Atelje Gallery- collettiva Stoccolma Ward Nasse Gallery -minipersonale di grafica- New York 2012- Arti et Amicitiae Gallery -Collettiva- Amsterdam 2013- ArtGallery- permanent exhibition- a cura di Claudio Caserta- Ravello (Sa) 2014 -“Sdoganata” da Vittorio Sgarbi e recensita nel libro Porto Franco. Mostra collettiva a Palermo 2015 -Italian Art Fair di Dubai - Emirati Arabi Galleria Zattere- a cura di Daniele Radini Tedeschi, Padiglione Naz. Guatemala- 56° Biennale di Venezia. 2017- Triennale di Roma, Museo del Vittoriano, a cura di D. Radini Tedeschi, con Achille Bonito Oliva Museo di Arte moderna- collettiva a cura di Sandro Serradifalco-Barcellona-Spagna 2018 Asta della galleria e Casa d'Aste Daliano Ribani – Pietrasanta (Lu) 2019 -Prima Enciclopedia d'Arte De Agostini, a cura di Daniele Radini Tedeschi; 2020- Premiata dall’associazione “Costiera amalfitana in arte” e dalla Biennale di Salerno Laura Bruno Email: gitor@libero.it Sito web: laurabruno.it

Opere


Titolo: Omaggio a Modì Tecnica: acrilico su pannello telato, cm 35x60. Breve descrizione dell’opera: Ho riprodotto fedelmente un particolare di uno dei dipinti più noti di Modigliani, quale omaggio alla bellezza e peculiarità della sua arte, sempre viva e universale. Il suo dipinto è un’icona e come tale io lo presento e lo rappresento. Lo cito, come simbolo rappresentativo di un discorso e di un’immagine della donna, in cui l’artista rappresenta il suo ideale femminile. Oggi però, nel 2020, anche alla luce degli eccessi e delle storture imposte dalle mode in nome della bellezza femminile, credo che l’artista avrebbe rivisto la sua splendida icona, aggiustando il tiro a scanso di equivoci. Mi spiego meglio: La donna, nei dipinti Amedeo Modigliani, ha la peculiarità di avere il collo lungo e sinuoso, che la rende snella, elegante e raffinata, come una modella. Molte donne però, per perseguire un ideale distorto di bellezza, frutto della cultura e della moda, non esitano a sottoporsi a rischiose pratiche estetiche sul proprio corpo. Le donne giraffa in alcune tribù orientali, per allungare il collo come segno di bellezza, mettono spirali di ottone intorno ad esso fin da piccole, con gravi compromissioni della salute. La visione della donna bella, giovane e magra può condizionare negativamente le donne più fragili, che, inseguendo la perfezione estetica, diventano vittime dell’anoressia o di pratiche -anche chirurgiche- estreme. L’immagine che ho scelto come tributo a Modigliani presenta, rispetto all’originale, l’aggiunta della mascherina - segno distintivo del tempo del Covid 2020- e la spirale al collo. Il dito indice alzato, presente nell’originale, sembra essere un monito a non lasciarsi trascinare da mode dannose ma pensare invece alla salute e al benessere psicofisico, indicatore primario di bellezza e di valore. Credo che Modigliani, se fosse vissuto oggi, avrebbe condiviso la visione dell’universo femminile libera da canoni estetici estremi, che sottopongono il corpo a pratiche dannose e invalidanti e creano nelle mente falsi miti e pericolose fantasie di perfezione.