Luigi
Miano

Luigi Miano è un fotografo e visual artist attivo dal 2008. Lavora tra Milano e Londra. Ha vissuto a Milano tra il 2008 e il 2016, lavorando come ritrattista e fotografo di moda per riviste di moda e clienti privati. Successivamente si è trasferito a Londra, iniziando a produrre opere di arte visiva principalmente per acquisizioni private. Il suo mezzo principale è la fotografia, ma spesso la mescola a grafica e disegni. La maggior parte delle sue opere gravita su corpi e persone. Sta progettando di costruire una “Factory” a Londra e in Italia, parlando e lavorando sui nostri temi principali di questi anni, facendo incontrare artisti / muse / stile di vita sostenibile.

Opere


Ho realizzato questa serie di fotografie di donne di varie etnie, in diversi luoghi nel mondo, grazie all’aiuto della tecnologia, che mi ha permesso di raggiungere queste persone pur non essendo presente fisicamente, in questo periodo di pandemia. Attraverso questa serie ho voluto porre l’attenzione su un punto fondamentale; come noto, la prima mostra personale di Modigliani durò poche ore perché venne subito sgomberata dalla Polizia di Parigi, per via dello scandalo dei nudi definiti immorali. Condizione molto simile a quella di oggi, dove il nudo è censurato sui principali mezzi di informazione definiti “social”. Fotografie come occasione per ribadire la libertà dei corpi e contro il razzismo di ogni genere; reinterpretando la visione attraverso la varietà di etnie che potrebbero essere i nuovi soggetti di un Modigliani esistente in questi anni. Attraverso la domanda “what’s the connection between the muse and the artist in 2020, during pandemic times?“ ho voluto porre l’attenzione sul modo in cui, grazie alla tecnologia che ci permette di arrivare molto lontano stando fermi, un artista può essere in contatto con una musa che non avrebbe potuto raggiungere, se non incontrandola di persona. Questo ovviamente è un aspetto dalle due facce; può aiutare un artista nell’ampliamento delle sue possibilità di interagire con i soggetti, ma può anche essere un limite al “rapporto umano“ che vi è tra “persone fisiche“ e, specialmente, tra artista e musa.