Marianna
De Rosa

Nata nel ’64 a Cava de’ Tirreni in provincia di Salerno. Ha studiato Arti Tradizionali all’A.C.A.P.A.T. di Cava de’ Tirreni e conseguito il diploma. Comincia da autodidatta. Dipinge su ogni supporto, tela, stoffa, pareti e sperimenta nuovi modi per approcciare all’arte: dopo un lungo studio e numerose sperimentazioni, realizza il primo quadro in patchart. Inizia il suo percorso artistico con una personale a Cava de’ Tirreni e collaborazioni con associazioni culturali. Espone nel 2016 ad Arte Salerno e a Roma Caput Mundi 2016 al Palazzo Ferrajoli, dove viene scelta dal prof. Vittorio Sgarbi per far parte dell’elité di artisti da lui selezionati per una mostra a Salerno a febbraio 2017. Alla Rocca dei Rettori di Benevento viene premiata con attestato di merito Artistico “per l’interessante ed efficace percorso di sperimentazione”. Dal 16 al 30 dicembre in territorio vaticano alla sede UCAI presso Galleria Della Pigna - Palazzo Vicariato Maffei Marescotti di Roma. Nel 2018 partecipa alla 1° Biennale del Tirreno dove viene selezionata da Jean Blanchaert per prendere parte alla mostra di artisti di sua scelta alla “Alson Gallery” di Milano. Nello stesso anno partecipa alla mostra internazionale Arte Salerno 2018 “Metamorphosis” dove viene premiata con un attestato di merito artistico. Selezionata dal Dott. Rino Lucia per EA Edizioni partecipa a Mantova Artexpo 2019 al Museo Gonzaga, e, selezionata dal critico Federico Caloi, partecipa per Terramadre di Gianpaolo Coronas alla mostra in occasione del CAI (Catalogo Artisti Italiani) 2020 al Museo MACA di Anagni (FR).

Opere


Jeanne Hébuterne e suo figlio - Opera realizzata in patchart 70x48 cm, 2020 La tecnica consiste nell’incastonare in incisioni su lastra di polistirolo dei pezzi di stoffa. Jeanne Hébuterne, artista e modella, era la compagna e musa di Modigliani. Modì muore e lei lo segue il giorno successivo, lanciandosi nel vuoto dalla casa paterna, incinta al nono mese. Al nono mese, del loro secondo figlio. Il suo epitaffio recita “compagna devota fino all’estremo sacrifizio”. Mi piace immaginare che quella finestra sia rimasta chiusa…