Sandro
Varagnolo

Nato a Chioggia il 10 Agosto 1968, dove vive e lavora, fin dalla tenera età coltiva la passione delle scienze naturali, frequenta un gruppo naturalistico, dove è ancora oggi iscritto, ritiene la natura unica e sola manifestazione della mano di Dio, impossibile da superare o replicare, fino alla scoperta o meglio riscoperta, dopo il periodo scolastico e lavorativo, dell’arte, che avviene casualmente durante le pause di lavoro a Venezia. La riscoperta dell’uomo e della sua opera è talmente sconcertante che continua assiduamente in un vortice di ricerca e collezionismo di oggetti e dipinti antichi. Una sorta di fame di conoscenza insaziabile che lo porta a girare per le maggiori città italiane, le cattedrali e le collezioni pubbliche di maggior rilievo, spingendolo alla consapevolezza che il divino non può non essere umano, anzi, è proprio l’uomo che rende divino il mondo. L’arte diviene, per un lungo periodo fino alla piena maturità, una sorta di stanza segreta, di rifugio meditativo, di zona d’ombra dove coltivare il divino senza intrusioni; inizialmente solo come studioso, dove svolge attività di ricerca storico-artistica del territorio clodiense, ma successivamente, come vero e proprio atto concreto di sperimentazione totale, in particolare sulla tecnica ad olio. Ad un lungo periodo di attività silente e personale, dove al contempo si prestava all’impegno politico locale, dal 2010 l’impegno diviene man mano pubblico con opere legate fortemente al mondo surreale, ultimo retaggio figurativo lasciato dal modernismo, ma in costante trasformazione simbolica oltre che di realismo, quasi un avvicinamento a quella natura d’infanzia che tanto fu divinizzata. Il contatto con importanti artisti del panorama italiano ed internazionale anche attraverso i social, dell’arte visionaria, hanno portato ad un notevole sviluppo di espressione artistica, dove il campo di ricerca non è soltanto superficiale, inteso come superficie pittorica, che pure e vivo e fervido, ma piuttosto viscerale, interno al divino che in questo caso non può che non essere l’umano.

Opere


“Ritratto d'infermiera tributo a Modigliani" Tecnica : olio su tela Dimensioni : 100x70 cm Anno: 2020 L'opera in oggetto rappresenta un ritratto di infermiera covid, in camice con mascherina chirurgica e pinza Klemer nell'atto di catturare un coronavirus. La figura di donna, (appoggiata sul lato di un dipinto dello stesso soggetto di chiara derivazione modiglianesca), riprende i canoni stilistici del grande maestro mantenendo la resa pittorica realistica.